Prefazione Matteo Bianconi
Quando Salvatore Russo mi ha parlato per la prima volta di questo post a diciottodue mani, io mi stavo lavando i denti.
Mi ricordo la telefonata: “Ma tu sei social?”
C’è stato un piacevole scambio di battute e di insulti, poi ho letto questo post che vedi qui sotto. Cosa significa essere social? La risposta è nelle parole di sei esperti che da anni combattono le brutture del web a colpi di click e imprecazioni, una risposta che diventa una mappa per tutti i professionisti, aziende e PMI che vogliono cambiare direzione o affermarsi online.
Lascio la parola a Veronica Gentili, Salvatore Russo, Davide Licordari, Mirko Saini, Cinzia di Martino e Andrea Antoni. La grafica è a cura di quel genio di Diego Mozzo.

Veronica Gentili
- Cosa fare
Aprire una Pagina e non un Profilo Personale - Cosa non fare
Utilizzarla come fosse una vetrina o uno spot in loop del proprio brand - Quale professionista/azienda non può mancare
A dire il vero non ho ancora trovato un settore/professionista che non possa avere dei benefici più o meno diretti e più o meno importanti dal presidio di Facebook…presentamelo!

Salvatore Russo
- Cosa fare
Ascoltare e conversare. Tramite il motore di ricerca trova le persone interessanti e con le cerchie segna le persone interessate ai tuoi argomenti. Commenta i post altrui, condividi articoli inserendo un tuo pensiero, un tuo punto di vista. - Cosa non fare
Paragonare Google+ a Facebook oppure a Twitter ed ostinarsi a ritrovare le stesse funzionalità, gli stessi meccanismi e gli stessi amici. - Quale professionista/azienda non può mancare
Va bene a chiunque, soprattutto a chi ha voglia di andare oltre la condivisione e instaurare una conversazione.
Non c’è dubbio che i fotografi o comunque chiunque è legato al Visual Marketing (food, fashion, etc) trova il suo habitat perfetto, il layout è studiato per far esaltare al massimo il contenuto visivo. Le aziende con attività local possono trarne il massimo delle opportunità: alberghi, ristoranti, pizzerie, bar, pub, enti turistici, etc

Davide Licordari
- Cosa fare
Bisogna twittare. Sembra semplice, ma evitare di fare 5 miseri tweet a settimana è fondamentale. Se decidi di usare Twitter, devi immergerti in quelle che sono le dinamiche di Twitter: scoprire persone interessanti e trovare un modo per farti apprezzare. - Cosa non fare
Evita lo spam, i messaggi inutili (non sei in una chat anni 90), cerca di essere sempre o quasi interessante, rilevante e pertinente. Evita le polemiche sterili, ottimizza la quantità di tweet in modo da dare priorità alla qualità dei contenuti. - quale professionista/azienda non può mancare
Tutti quelli che lavorano sul/con il web, in particolare in ambito comunicativo, non possono ignorare quello che è il terzo social network più importante al mondo. Se da un lato è uno strumento potente di personal branding, dall’altro è un modo per rimanere aggiornati, fare nuovi contatti e provare a farli fruttare per eventuali future collaborazioni

Mirko Saini
- Cosa fare
Partecipa. Individua i gruppo attinenti al tuo mercato e commenta, condividi e contribuisci. LinkedIn non è la trasposizione online del tuo curriculum ma un club dal sapore british, a volte un po’ snob, ma sicuramente in grado di restituirti grandi soddisfazioni. - Cosa non fare
Il padre di tutte le “cazzate” in LinkedIn: profilo solo abbozzato magari pure condito da una foto impresentabile. Se è un errore in qualsiasi social non completare il profilo, figurati tu in LinkedIn, dove la carriera professionale e le competenze sono gli elementi che danno senso alla presenza. No Profile. No Party! - Quale professionista/azienda non può mancare
LinkedIn è il social network costruito, fatto e finito, direi cucito addosso al professionista che deve fare personal branding, che ha nella reputazione del proprio nome la vera e unica moneta per acquisire la fiducia di potenziali clienti. Ovviamente è ottimale per chi cerca lavoro essendo frequentatissimo dagli HR. È l’ideale per le aziende operanti in un mercato B2B. Se usato con attenzione a mio parere può essere utile persino ad aziende B2C con una capacità di profilazione del target secondo categoria professionale ed inoltre ha strumenti perfetti per tutte quelle figure che hanno nella vendita la propria mission.

Cinzia Di Martino
- Cosa fare
Pinterest è il visual social media per eccellenza (insieme a Instagram), quindi ciò che non può assolutamente mancare è una corretta configurazione del profilo o della pagina: immagine del profilo, nome e cognome, link al sito e una descrizione briosa e personalizzata e con un massimo di 3 hashtag identificativi. - Cosa non fare
Le cose da non fare, nemmeno sotto tortura, sono almeno due:
– (re)pinnare un contenuto senza descrizione e relativi hashtag di categorizzazione, perché se ben fatta è un’operazione che aiuta la viralità dei pin;
– generalizzare le board: vero è che le citazioni vanno forte su Pinterest, ma se pensi di dedicarti a questo “business” meglio avere una specializzazione delle citazioni (in modo da permettere alle persone di seguire contenuti mirati). - Quale professionista/azienda non può mancare
Beh, Pinterest è un social media valido per tutti i tipi di business. È ovvio che un fotografo professionista avrà un maggior numero di seguaci rispetto ad un’azienda che produce termosifoni. Volendo fare una sorta di classifica dei professionisti che mi aspetto di trovare direi quelli che ruotano intorno al mondo della fotografia, moda, food e turismo.

Andrea Antoni
- Cosa fare
Su Instagram bisogna cercare una buona combinazione tra il proporre contenuti di livello, utilizzare delle caption non troppo lunghe riportanti hashtag corretti ed interagire con gli altri utenti. Scegli un progetto fotografico coerente che ti distingua: tutte le foto in bianco e nero, solo illustrazioni, solo foto di gatti, solo foto di piedi… - Cosa non fare
Non utilizzare i BOT, comprare follower e utilizzare app che aiutano a mettere like a mitraglia. Pubblicare molte immagini in poco tempo difficilmente porta ad avere molti like. Chiedere agli altri utenti il Follow for Follow è qualcosa di estremamente triste. Sconsiglio inoltre di settare il proprio profilo come privato: potresti avere i tuoi ottimi motivi per non far vedere le immagini a sconosciuti, ma a questo punto potresti valutare di non utilizzare questa piattaforma. - Quale professionista/azienda non può mancare
Potenzialmente tutti possono avere qualcosa da mostrare, o raccontare, tramite le immagini. Certo, ci sono dei campi in cui risulta più semplice: food, turismo, paesaggi e penso al mio caso con i graffiti e quindi a tutti gli illustratori, pittori e artisti di vario genere. Vanno molto forte anche tutti gli sportivi grazie a scatti realizzati tramite action-cam.
Mappa completa
Postfazione
L’idea è nata in una conversazione in Hangout proprio con Diego Mozzo che ha poi trasformato in grafica le nostre pezze! Ringrazio tutti per la disponibilità e spero presto di realizzare altre Visual Mapping! Se sei social ed hai idee da proporre, bene, ti sto aspettando! Se sei social e stai borbottando “perché ha scelto quello stronzo invece di me? Perché?????”, vieni qui scricciolo… sei stressato, proponi la tua idea e facciamo altre mappe, mappe come se non ci fosse un Diego Mozzo che debba realizzarle!







Ospite