Social Network: bufale condite con personaggi famosi e testo acchiappa-disagio

Scritto da | 2018-03-23T13:39:38+01:00 22 Agosto 2017|

NON FA RIDERE

Prendere la foto di un personaggio famoso, aggiungerci del testo acchiappa-disagio, pubblicarlo e attendere che i boccaloni inizino a commentare indignati, non fa ridere.

Anzi, lo ammetto, fa ridere.

Fa ridere come vedere una persona scivolare e cadere a terra, per poi vergognarcene appena incrociamo il suo sguardo.

Fa ridere come ai bambini dire “culo!” (GHGHGHGHGHG), sappiamo che è ridicolo, stupido e infantile ma…culo! (GHGHGHGHGGH), troppo ridere.

Fa ridere perché probabilmente è un balsamo per la nostra autostima (siamo più intelligenti di certa gente) anche se usiamo la nostra presunta intelligenza in modo pessimo.

È tempo di DIGITAL CONSAPEVOLEZZA, di comprendere esattamente cosa e come comunicare online e le nostre responsabilità. Sarò romantico, ottimista e pure vecchio, ma credo fermamente che ognuno di noi possa dare il buon esempio.

Pubblicare, commentare e ricondividere certi post non corrisponde a dare il buon esempio. Riceverai like, riceverai tanti commenti, stai alimentando quel rumore di fondo che sta diventando assordante: sputi digitali e aggressioni morali indicibili.

Lo schema è ben definito e consolidato, ecco cosa accade solitamente in questi casi:

  1. Tizio pubblica un post tipo “Ecco come vivono i rifugiati a spese dello Stato” con foto di Samuel L. Jackson e Magic Johnson seduti su una panchina a Forte dei Marmi.
  2. Caio legge il post di Tizio e decide di indignarsi delicatamente, apostrofando Tizio come razzista di merda.
  3. Sempronio legge il post di Tizio e decide di indignarsi delicatamente, apostrofando Caio come buonista di merda.
  4. Ambarabà, che nella vita fa il fotocopywriter, copia il post di Tizio e riceve tanto engagement, ghghghghgh.
  5. Il quotidiano TreCivetteSulComò scrive una pezza su Ambarabà e come l’internet sia il male e come tutto nasca dalla poverezza cognitiva.
  6. Ciccicocò legge l’articolo su TreCivetteSulComò e commenta come se fosse un Caio o Sempronio qualsiasi.
  7. Mimì condivide il post di TreCivetteSulComò e scrive: lo sapete che il 47% degli italiani è un analfabeta funzionale? Eccoli, tutti qui! Si rendono ridicoli commentando un post con una fake news. AHAHAHAHAHHAHAHAHA! R-I-D-I-C-O-L-I! Troppo ridere!
  8. Cocò legge il post di Mimì e ride, ghghghghghgh. Ride soddisfatto perché ha appena intervistato Tizio, autore del primo post acchiappa-disagio, uscirà sul suo blog fatto con Joomla, titolo “TUTTA LA VERITÀ SUL POST CHE HA FATTO IL GIRO DEL MONDO! ERA TUTTO FINTO, SERVIVA A DIMOSTRARE CHE TANTA GENTE NON LEGGE E LA SI PUÒ PRENDERE IN GIRO! GHGHGHGHG”.
  9. Cacamucazz arriva e dice: Scusatemi Mimì e Cocò, siamo amici da una vita e tutti lo sanno, però questa volta non sono d’accordo con voi. Che mi rappresentano questi post? Ma credete di essere più intelligenti di quei boccaloni? Mettetevi a vergogna! Ma per quale motivo tutti dovremmo riconoscere Samuel L. Jackson e Magic Johnson? Ma se c’è gente che non sa chi è la Lecciso! Sveglia! Se anche tu sei d’accordo con me, fai girare, tutti devono sapere!
  10. Il quotidiano TreCivetteSulComò continua a sfornare articoli in cui si afferma che i social sono una merda, si ricevono molti like, gli altri editori assumono Ambarabà, noto fotocopywriter, e si adeguano.

Ogni volta lo stesso schema. Ne sta circolando una con Scarlett Johansson, STESSO-IDENTICO-SCHEMA. Un esercizio totalmente inutile perché ognuno rimarrà abbracciato forte forte forte alle proprie convinzioni, aumentando semplicemente il rumore di fondo.

Spesso immaginiamo i social network come una mega doccia, tutto passa, certo, ma l’acqua che ci cade addosso ci cambia. Non tutto quello che c’è online merita la nostra attenzione, il nostro tempo e le nostre capacità comunicative. A volte meritano l’oblio. Foto di personaggi famosi con testo acchiappa-disagio, meritano l’oblio.

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